BOT e BTP: cosa sono, caratteristiche e differenze tra i Titoli di Stato

- Scritto da: Federica - Finanza - Titoli di Stato

BOT e BTP: quali sono le principali caratteristiche di questi due Titoli di Stato? Ve lo spieghiamo in una guida pratica e veloce che elenca anche le differenze fra questi titoli.

Qual’è la differenza fra un BOT e un BTP? Sono entrambi Titoli di Stato, hanno delle caratteristiche ben precise e presentano delle caratteristiche sostanziali.
Con questa guida vi spieghiamo brevemente le principali differenze fra i BOT e i BTP: le loro caratteristiche, come funziona l’acquisto, come vengono remunerati i tassi d’interesse, qual è il guadagno previsto per l’investitore e in quali mercati finanziari possono essere acquistati.

Se vi siete sempre chiesti quali siano le caratteristiche dei BOT e dei BTP, questa è la guida che stavate cercando.
Prima di tutto, però, è necessario capire cosa sono i Titoli di Stato e a cosa servono.

I Titoli di Stato sono delle obbligazioni, ossia dei titoli di debito - emessi da enti pubblici o società - che alla scadenza determinano per colui che li possiede il rimborso del capitale prestato più gli interessi maturati sulla somma investita inizialmente.

I Titoli di Stato in Italia vengono emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, a cadenza periodica e per conto dello Stato, per coprire il proprio debito o deficit pubblico.
Ora che sapete cosa sono i Titoli di Stato, vi spieghiamo nel dettaglio caratteristiche e differenze dei BOT e dei BTP.

BOT: cosa sono e quali caratteristiche hanno

Un BOT (Buono Ordinario del Tesoro) è un titolo di credito emesso dallo Stato con lo scopo di finanziare il debito pubblico nel breve periodo. Essi hanno una durata inferiore ai 12 mesi (3, 6 oppure 12 mesi) e, alla scadenza, permettono all’investitore di ottenere una somma pari al valore nominale del titolo che si possiede.

In sostanza l’investitore, al momento dell’acquisto, conosce già quale sarà la somma che percepirà alla scadenza del titolo e il suo guadagno è determinato dalla differenza fra il valore nominale e il valore di acquisto.

Il BOT è un titolo a zero-coupon, ossia senza cedola. La cedola corrisponde ad un interesse periodico che l’emittente del titolo paga ai propri obbligazionisti. Il suo nome deriva dal fatto che le prime obbligazioni avevano una cedola che poteva essere staccata e presentata in banca per ottenere gli interessi.

BTP: cosa sono e quali caratteristiche hanno

Un BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) è anch’esso un titolo di credito, con la differenza però che viene utilizzato dallo Stato per pagare il debito pubblico nel medio-lungo periodo.
I BTP infatti hanno una durata che può andare dai 3 ai 30 anni (3, 5, 7 10, 15 e 30 anni).

L’altra differenza sostanziale con i BOT è che in questo caso l’investitore riceve periodicamente delle cedole che remunerano il capitale iniziale investito e, alla scadenza, una somma di denaro pari al valore nominale del buono.

In sostanza l’investitore viene remunerato sia alla scadenza che durante la vita di tutto il titolo. Il numero di cedole, la loro cadenza (di solito semestrale) e il tasso di interesse viene deciso al momento dell’acquisto determinando, in questo modo, un valore fisso per ogni cedola e per tutta la durata del titolo.

Il valore dei titoli corrisponde ad un minimo di mille euro o ad un multiplo di esso. Tali titoli possono essere vantaggiosi per coloro che necessitano di pagamenti semestrali e costanti nel tempo e sono anche apprezzati per la loro liquidità.

Il principale rischio per coloro che decidono di acquistare BTP è quello relativo alla volatilità del prezzo del titoli in caso di vendita prima della scadenza.

BOT e BTP: dove e come si acquistano i Titoli di Stato

Sia i BOT che i BTP vengono emessi dallo Stato tramite asta. L’emissione è il momento in cui un titolo inizia la sua vita e passa da essere di proprietà dello Stato (emittente) a diventare dell’investitore (sottoscrittore) tramite un intermediario finanziario. In questo caso l’acquisto avviene nel mercato primario.

Di solito l’emissione avviene a metà e alla fine di ogni mese per i BOT e una volta al mese per i BTP; all’asta possono prender parte tutti gli intermediari autorizzati e il prezzo che si determina nell’asta è il prezzo di emissione.

Esistono, poi, altri mercati in cui i Titoli di Stato vengono venduti in istanti intermedi della loro vita e in questo caso la compravendita avviene in un mercato secondario.
Tale mercato secondario è il Mot, il mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato e, al suo interno, vengono venduti dei titoli che hanno già una vita residua e non sono stati appena emessi dallo Stato.

Il prezzo sarà sicuramente diverso da quello di emissione perché tiene conto delle fluttuazioni determinate dai tassi di mercato. Questo prezzo, dunque, è detto prezzo corrente di mercato.